La chiesa era gremita di persone, cui un buon 8O% presumo, s'era anche nel suo esteriore addobbato col lutto tramite il suo proprio colore nero (noi comprese): parenti stretti e non, amici, conoscenti di un minimo di cuore dotati, e, forse, anche qualcuno capitato per puro caso, ma che per decenza, rimase.
Essa fu trascinata per la navata centrale da quattro tali in divisa, che la posizionarono innanzi l'altare, dove li sguardi aflitti, che nei momenti precedenti seguirono il suo percorso, si stabilizzarono, tutti potererono osservarla bene nel suo moderato splendore; le decorazioni floreali sopra accuratamente riposte emanavano un profumo percebile dalle prime file, e svolgevano la loro funzione decorativa perfettamente, seppur (anche se ovviamente questo non pretendo) non occultanto minimamente ciò che sottostava, così che il brevissimo momento di collettiva ammirazione venne immediatamente castigato dal dolore dei tutti.
In ogni dove nella chiesa, ciò che dal parroco fu pronunciato fu toccante: segno della sua abilità o semplicemente espediente per glorificarsi in quanto ultimo arrivato, mi domando.
Alla conclusione della cerimonia, il fumo dell'incenso che costui sparse, bruciò su degli occhi già troppo stravolti dalle lacrime, ma allo stesso momento l'odore suo gradevole liberò i nasi tappati dai sintomi del pianto.
Ogni qualvolta che qualcuno passasse innanzi ad essa, un gesto di automatico rispetto Le veniva posto, ma era più automatico o più rispetto ? L'ipocrisia potrebbe essere giunta sin lì ? Spero di no, proprio di no.
Un corteo di afflittì sfilò fuori la costruzione, ormai era finito.
...Una delle poche cose che non possono essere risolte ascoltando a palla canzoni dei Gem Boy? Esatto. Giado ti voglio bene.